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Acqua pubblica, Saronno contro le decisioni della Provincia

Appello del Comune con il Comitato acqua bene comune: "In opposizione alle scelte in tema di gestione del Servizio Idrico Integrato. Lo facciamo anche gli altri comuni"

Alla vigilia delle scadenze previste dalla Legge regionale per l’affidamento al Gestore Unico del Servizio idrico Integrato dell’Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Varese, i firmatari di questo comunicato desiderano sottoporre all’attenzione del Presidente della Provincia, ing. Dario Galli, nella sua veste di presidente dell’Ufficio d’Ambito, le seguenti considerazioni:

di metodo
Riteniamo che la doppia convocazione (11 settembre e 4 ottobre 2012) dei soli 4 maggiori comuni della provincia, al fine di verificare con gli stessi le proposte in merito al Piano d’Ambito e al costituendo ente Gestore Unico del SII, sia lesiva di un percorso di partecipazione alle decisioni su un tema così delicato che riguarda tutti 141 comuni dell’attuale provincia di Varese. Chi scrive ha avuto occasione di raccogliere, a tal proposito, la lamentela di alcune amministrazioni locali, escluse dalla consultazione in questa fase.
Ci associamo quindi allo spirito della comunicazione, che precede l’incontro del 4 ottobre p.v., inviata al presidente Galli dal sindaco di Busto Arsizio, dott. Farioli, che ritiene di non dover prendere alcuna decisione in merito all’oggetto della convocazione fino a che non saranno stati interpellati gli altri Enti Locali che sono soci degli enti che, insieme a Busto, sono impegnati nella gestione dei servizi idrici locali;

di merito
L’esito referendario del giugno 2011 (quesiti 1 e 2), recentemente riconfermato dalla sentenza 199/2012 della Corte Costituzionale, individua nell’Azienda Speciale Consortile o comunque in un ente di diritto pubblico, l’unica forma giuridica che garantisce davvero la ripubblicizzazione e la gestione partecipativa del Servizio Idrico Integrato, poiché l’acqua è un bene comune e non deve avere fini di lucro, come una SpA.
Si chiede pertanto alla Provincia di Varese, che ha invece deliberato (il 20 dicembre 2011) in favore della costituzione di una SpA cd. “in house providing”, di riconsiderare la propria decisione.

Inoltre, poiché gestione unitaria non significa necessariamente “gestione unica”, si richiede al presidente della provincia chela gestione del SII in provincia di Varese possa avvenire su scale territoriali più confacenti (vedasi cd. “Legge Galli” istitutiva degli ATO) ai bacini idrografici presenti nel territorio, come già avviene, senza particolari problematicità, in Lombardia (cfr. I 3 sub-ambiti gestionali della provincia di Brescia).

Infine, avendo il presidente Galli ventilato la possibilità che il comune di Varese, capoluogo dell’attuale provincia, possa restare fuori dalla compagine associativa del gestore unico, così come si dovesse costituire a fine 2012, a causa della presenza nella società multiservizi Aspem del capitale privato di A2a (al 90%), si richiede al presidente Galli di pretendere la presenza da subito, nell’Azienda Speciale Consortile, ente gestore unico della Provincia di Varese, del Comune di Varese, così come di tutti i 141 comuni della provincia, con caratteristiche interamente pubbliche.

In assenza di risposte affermative su questi punti, che chi scrive ritiene imprescindibili per il democratico rispetto del referendum del giugno 2011, il Comune di Saronno si dichiara sin d’ora in opposizione alle scelte che dovessero essere ratificate dalla provincia di Varese in tema di gestione del Servizio Idrico Integrato e invita gli altri Comuni della Provincia ad aderire a questo appello.

Redazione Saronnonews
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Pubblicato il 03 Ottobre 2012
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